In questi 30 anni le cosiddette casse del 103 rappresentano un modello capace di coniugare sostenibilità previdenziale, innovazione e ampliamento delle tutele assistenziali.
A dirlo il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Marina Calderone, intervenendo con un videomessaggio all’evento “30 anni di 103 – La Previdenza Privata per i Professionisti: una Protezione per il Paese” che si è svolto lo scorso 13 maggio a Roma. I numeri confermano la crescita del sistema: oltre 221mila iscritti, circa 24mila pensionati e un patrimonio complessivo che supera gli 11 miliardi di euro. Solo nel 2024 gli Enti hanno destinato oltre 44 milioni di euro al welfare e alle misure di sostegno per gli iscritti, a fronte di circa 95 milioni di euro versati in imposte. I dati emergono dal Rapporto realizzato dal Centro Studi e Ricerche Itinerari Previdenziali coordinato da Alberto Brambilla.
Casse 103: quali gli Enti previdenziali coinvolti
Il sistema comprende sette Enti previdenziali professionali:
- Eppi
- Enpaia
- Enpap
- Enpapi
- Epap
- Enpab
- Inpgi
Gli Enti sono nati con il decreto legislativo 103 del 1996, attuativo della riforma Dini, che introdusse il sistema contributivo puro a capitalizzazione individuale per le nuove casse professionali.
Crescono contributi, rendimenti e prestazioni
Nel corso degli ultimi trent’anni, le Casse hanno destinato circa un miliardo di euro all’incremento dei montanti contributiviindividuali degli iscritti. In particolare:
- circa 588 milioni di euro derivano dalla distribuzione di quote del contributo integrativo;
- oltre 375 milioni sono stati riconosciuti attraverso rivalutazioni aggiuntive dei montanti previdenziali.
Nel 2024 i contributi versati hanno raggiunto quota 875 milioni di euro. Cresce anche il peso della gestione finanziaria: i rendimenti degli investimenti rappresentano oggi il 22% delle entrate complessive, per un valore di circa 356 milioni di euro, contro il 10% registrato nel 2000.
In parallelo aumentano anche le prestazioni previdenziali e assistenziali erogate agli iscritti, passate dai circa 3 milioni di euro del 2000 ai 165 milioni del 2024.
Le proposte delle Casse professionali: più welfare e flessibilità previdenziale
Durante l’evento sono state avanzate alcune proposte considerate strategiche per il futuro del sistema previdenziale professionale.
Tra le principali:
- introduzione del Trattamento di fine attività professionale;
- aumento del tetto del contributo integrativo dal 5% al 6%;
- possibilità di liquidare una quota del montante pensionistico in un’unica soluzione;
- revisione della fiscalità sui rendimenti finanziari delle Casse;
- ampliamento delle platee assicurate ai professionisti disciplinati dalla legge 4/2013.
Secondo gli Enti, la riduzione dell’aliquota fiscale sui rendimenti dal 26% al 20% consentirebbe di liberare circa 15 milioni di euro all’anno da reinvestire in welfare, assistenza e sostegno agli iscritti.
Le Casse chiedono inoltre una revisione dei criteri di valutazione dell’equilibrio previdenziale, introducendo una prospettiva almeno quinquennale, più coerente con la natura degli investimenti previdenziali di lungo periodo.
Calderone: “Serve rafforzare l’adeguatezza delle pensioni”
Nel suo intervento, il Ministro Calderone ha sottolineato come il patrimonio costruito dalle Casse 103 rappresenti “una risorsa strategica” per il sistema professionale italiano.
Il Ministro ha evidenziato i principali temi oggi al centro del confronto con il Ministero del Lavoro:
- sostenibilità previdenziale;
- adeguatezza delle pensioni;
- crisi demografica;
- ampliamento delle platee professionali;
- lavoro giovanile e femminile;
- formazione;
- impatto dell’intelligenza artificiale sulle professioni.
“Tra le questioni più urgenti vi è certamente quella dell’adeguatezza delle prestazioni”, ha spiegato Calderone, ricordando come i tassi medi di sostituzione rischino di non garantire il mantenimento del tenore di vita raggiunto durante la carriera professionale.
Da qui il giudizio positivo sulla proposta del trattamento di fine attività professionale, considerata una misura utile sia per rafforzare le pensioni sia per accompagnare la fase di transizione tra lavoro e pensionamento.










