Tempo di lettura: 4 minuti
I dati del XIII Rapporto Itinerari Previdenziali
Il sistema pensionistico italiano continua a reggere, ma con equilibri sempre più differenziati tra previdenza pubblica e previdenza privatizzata. A certificarlo è il XIII Rapporto sul Bilancio del Sistema Previdenziale, curato dal Comitato Tecnico Scientifico e dal Centro Studi e Ricerche Itinerari Previdenziali, che offre una visione complessiva unica nel panorama italiano.
Secondo il Rapporto, la previdenza privatizzata mostra una maggiore capacità di tenuta rispetto al sistema pubblico, oggi appesantito da uno sbilanciamento assistenziale e da ripetute misure di prepensionamento. Un dato che contraddice le letture più allarmistiche e ridimensiona le tesi dei “catastrofisti”.
Presentazione video del XIII Rapporto sul Bilancio del Sistema Previdenziale
Previdenza pubblica: cresce la spesa, ma migliorano i saldi
Il Rapporto evidenzia come nel 2024 la spesa previdenziale complessiva, comprensiva di integrazioni al minimo e GIAS, abbia raggiunto 286,14 miliardi di euro, in aumento di 18,73 miliardi rispetto al 2023.
Allo stesso tempo, grazie alla crescita dell’occupazione e all’aumento delle retribuzioni, le entrate contributive salgono a 260,59 miliardi di euro. Ne deriva un miglioramento del saldo previdenziale che, pur restando negativo, passa da -30,72 miliardi nel 2023 a -25,55 miliardi nel 2024.
Casse dei professionisti: meno iscritti, ma conti solidi
Un focus specifico del Rapporto è dedicato alle Casse di previdenza dei liberi professionisti. Nel 2024 gli iscritti risultano 1.099.577, in lieve calo rispetto all’anno precedente (-0,92%), riflesso della dinamica demografica.
Nonostante ciò, il sistema mostra una tenuta economica significativa:
- l’attivo complessivo supera i 91 miliardi di euro, in crescita del 7% rispetto al 2023;
- la pensione media raggiunge i 13.729 euro, con un incremento del 5,41% su base annua.
Numeri che indicano un miglioramento della sostenibilità complessiva delle Casse.
Sostenibilità finanziaria: avanzi contributivi e flessibilità regolamentare
Il Rapporto conferma una sostenibilità di medio-lungo periodo generalmente solida per le Casse privatizzate, sostenuta da:
- avanzi contributivi strutturali, con entrate superiori alle prestazioni in molte Casse;
- gestione prudente delle prestazioni, con requisiti e calcoli coerenti con l’evoluzione demografica;
- capacità di intervento regolamentare, che consente di adattare aliquote, prestazioni e strumenti di welfare.
In un contesto di invecchiamento della popolazione e crescita economica debole, questi elementi rappresentano un vantaggio competitivo rilevante.
Patrimonio delle Casse: leva strategica di stabilità
Un ruolo centrale è svolto dal patrimonio delle Casse di previdenza private, cresciuto nel tempo grazie agli avanzi di gestione e ai rendimenti finanziari.
Il patrimonio assolve a una duplice funzione:
- garanzia delle prestazioni future
- stabilizzatore finanziario di lungo periodo
Welfare integrativo: risposte a carriere sempre più discontinue
Accanto alla funzione pensionistica, le Casse hanno rafforzato il welfare integrativo, ampliando le tutele a favore dei professionisti attraverso:
- assistenza sanitaria integrativa;
- sostegno alla genitorialità;
- misure per la non autosufficienza;
- interventi straordinari di supporto al reddito.
Prestazioni sempre più centrali per categorie caratterizzate da redditi variabili e carriere discontinue.
Prospettive future: un modello resiliente
Le sfide future riguarderanno:
- evoluzione demografica degli iscritti;
- volatilità dei mercati finanziari;
- adeguatezza delle prestazioni;
- rafforzamento di trasparenza e governance.
Nel complesso, il modello delle Casse di previdenza private emerge come uno dei segmenti più resilienti del sistema previdenziale italiano, grazie a autonomia gestionale, responsabilità finanziaria e visione di lungo periodo.
In sintesi
Il XIII Rapporto Itinerari Previdenziali evidenzia una maggiore solidità della previdenza privatizzata rispetto a quella pubblica.
Le Casse dei professionisti mostrano conti solidi nonostante il lieve calo degli iscritti.
Patrimonio, avanzi contributivi e flessibilità regolamentare rafforzano la sostenibilità di lungo periodo.
Il welfare integrativo diventa una leva essenziale per rispondere a carriere sempre più discontinue.




