In un Ente previdenziale i risultati economici contano, e i bilanci servono a raccontarli con trasparenza, secondo i principi di chiarezza, verità e correttezza. Il 2023 è stato un anno di svolta, per EPPI e per tutti i suoi contribuenti. Grazie alle attività professionali legate ai bonus e ai superbonus, i redditi e i fatturati hanno raggiunto livelli mai registrati prima: 53mila euro di reddito medio e 78mila euro di fatturato nel 2022.
Parallelamente l’Ente ha chiuso il bilancio con un avanzo di oltre 80 milioni di euro, il più alto della sua storia. Un risultato che non riguarda un’entità astratta, ma una comunità concreta: quella degli iscritti, i cui contributi vengono amministrati e valorizzati dagli organi e da una struttura efficienti. Contributi in ingresso per quasi 130 milioni (81,4 milioni di soggettivo e 48,2 di integrativo), rendimenti finanziari lordi pari a 66,8 milioni (3,99% lordo e 3,19% netto) e una gestione attenta ai costi: questi ingredienti hanno permesso di proseguire nel rafforzamento patrimoniale, condizione essenziale per continuare a retrocedere ai singoli iscritti il contributo integrativo e distribuire gli extra-rendimenti.
La tutela dell’adeguatezza pensionistica resta la priorità, ma EPPI non trascura il fronte dell’assistenza: prestazioni, sussidi e convenzioni hanno raggiunto complessivamente i 3,9 milioni di euro nel 2023, includendo gli interventi straordinari contro il caro energia e l’aumento dei prezzi. Segno di una Cassa solida e di una comunità professionale capace di resistere alla crisi e di cogliere le opportunità della fase post-Covid. Tutto bene, dunque? Molto, ma non tutto. Possiamo guardare al futuro con fiducia, ma non possiamo ignorare le criticità che emergono oltre i numeri del bilancio. Un numero di iscritti stabile e un numero di pensionati in crescita pongono una sfida che va affrontata con prudenza e realismo, senza facili illusioni. Serve consapevolezza per mantenere l’integrità e l’autonomia che da sempre caratterizzano il nostro Ente.
Un bilancio eccellente, quindi, ma con lo sguardo ben fisso sul domani.



